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ADRANO IN LACRIME PER LA MORTE DI NINO SPINELLA
La morte del giovane studente universitario, Nino Spinella, ha davvero scosso tutta la comunità adranita che la vigilia di Natale si è svegliata con la drammatica notizia del suo decesso in un incidente stradale a Misterbianco. Una tragedia che ha segnato il Natale in tutte le famiglie di Adrano. Sabato pomeriggio la chiesa di S. Agostino non è riuscita a contenere le migliaia di persone che hanno partecipato ai funerali, in tanti sono rimasti fuori ed è stato necessario chiudere al traffico una strada per consentire a tutti di rendere l’ultimo saluto a Nino, morto a 20 anni per un destino crudele. In chiesa sono stati letti toccanti messaggi di affetto e di speranza dagli amici di Nino: applausi e lacrime ricordando un ragazzo per bene e amato da tutti. Strazianti soprattutto gli interventi del padre del giovane, Enzo Spinella, e del ragazzo licodiese che era in auto con Nino al momento dell’incidente, con lacrime e dolore lo hanno ricordato in un momento di commozione generale. Ai funerali, oltre ai tanti amici, anche semplici cittadini, numerosi anche i rappresentanti delle istituzioni e del mondo della scuola per stare accanto ai genitori del ragazzo
Recuperare il centro storico per riappropriarsi dell’identità delle città. Parte da Adrano la sfida dell’Ordine degli Architetti di Catania, che ha portato sul tavolo dell’amministrazione comunale una proposta che nei prossimi giorni diventerà un impegno. La proposta è quella di creare un laboratorio per analizzare il territorio e pianificare il lavoro di codificazione degli edifici esistenti nel centro storico di Adrano: un monitoraggio propedeutico al successivo intervento. L’occasione per discuterne è stato il convegno “Il centro storico di Adrano. Patrimonio da recuperare”, curato dall’associazione “Laboratorio Simeto” con il patrocinio dell’Ordine etneo e del Comune, che si è svolto a Palazzo Bianchi, alla presenza del sindaco Ferrante, del vice sindaco Vadalà, dell’assessore Di Gloria, del prof. Maurizio Spina, del presidente di “Laboratorio Simeto”, Antonio Giuttari e del consigliere dell’Ordine, e membro dell’Associazione, Carmelo Salanitro.
Tre terremoti di alta energia, accompagnati da uno sciame sismico intenso, sono stati registrati sui versanti sud-orientale e sud-occidentale dell'Etna tra le 6.17 e le 10.01. L'ultima scossa è stata avvertita anche dalle popolazioni di diversi Comuni del Catanese, tra i quali Adrano. L'ipocentro è stato localizzato in tre diverse zone dell'Etna a profondità comprese tra 16 e 22 chilometri. Non si rilevano danni a cose e persone. Il sisma più forte ha colpito il versante sud-occidentale dell'Etna, con epicentro a Monte Maletto. In quest'area è stato nettamente avvertito dagli abitanti e qui si registrano l’attuazione di alcuni provvedimenti da parte delle istituzioni in via precauzionale. Infatti a Maletto sono state evacuate tutte le scuole e il sindaco sta per emettere un'ordinanza di chiusura degli istituti. Studenti in strada anche a Randazzo e Bronte, per paura di una nuova scossa.
Ancora un “No” unanime del Consiglio comunale di Adrano al piano tariffario della Tia 2010, ma anche a Tia e Tarsu dal 2004 al 2009. Il civico consesso tira dritto, e compatto respinge ancora la politica delle tariffe Tia. Ma l’assemblea cittadina si è poi spaccata sull’approvazione di un “Documento consiliare sulla risoluzione del problema rifiuti”, che è passato con i 14 voti della maggioranza, 6 i voti contrari dell’opposizione. Il documento impegna la Giunta a “farsi parte attiva per l’imminente organizzazione di un tavolo tecnico” per riunire Comuni, Ato, Serit, creditori e società di gestione per richiedere “la sospensione delle cartelle di pagamento per gli anni pregressi, rendendo esecutiva la sentenza del Tar e operando rimborsi e conguagli sulle somme indebitamente incassate sulla base di tariffe illegittime, mai approvate dal Consiglio, in riferimento all’unica tariffa in vigore (Tarsu 2003) applicando l’estensione agli anni 2004-2009, in 24 rate”. Nel documento si fa poi riferimento alla ricontrattazione delle condizioni del servizio, alla rateizzazione della tariffa 2010 in 6 rate, ad un controllo dei servizi nel contratto, alla raccolta differenziata. Il documento conclude “in attesa della riforma, programmare i servizi necessari, abbandonando il regime Ato e tornando ai comuni”.