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10 INDAGATI PER CORRUZIONE
Si sono concluse le indagini di una inchiesta che vede coinvolto anche l’ex sindaco di Adrano, Fabio Mancuso. I magistrati parlano di corruzione in vicende che tirano in ballo la società Adrano calcio e imprese che hanno eseguito lavori ad Adrano. I fatti presi in esame riguardano la gestione al comune di Adrano nel periodo 2004-2005, nell’inchiesta è finita una somma di 50 mila euro che sarebbe stata destinata a Mancuso in cambio di contributi all'Adrano Calcio da versare con un assegno circolare. In primo piano anche lavori pubblici di somma urgenza che sarebbero stati assegnati ad imprese vicine a consiglieri comunali. Oltre a Mancuso, sono indagati imprenditori adraniti, un funzionario del comune e un consigliere comunale. Per la procura della Repubblica gli indagati sono dieci, a vario titolo per corruzione e abuso d'ufficio. Mancuso e' accusato di due episodi di corruzione: la presunta richiesta di un prestito a titolo gratuito di 40 mila euro alla Metalpont, e i 50 mila euro che il presidente dell'Adrano calcio avrebbe versato nel 2004. All’Adrano calcio, secondo i pm Fanara e Bonomo, la giunta avrebbe concesso in contrasto a legge e regolamenti contributi per 600 mila euro in tre anni.
Dopo circa due anni, è di nuovo agibile la palestra della scuola media “Verga” di Adrano. Sono stati, infatti, ultimati i lavori di impermeabilizzazione del tetto della struttura sportiva che era stata chiusa dopo i crolli di calcinacci dovuti ad infiltrazioni d’acqua. Alla presenza del sindaco Pippo Ferrante, la ditta di Favara, che ha realizzato l’intervento di messa in sicurezza della struttura, ha consegnato i locali alla scuola che avrà quindi di nuovo a disposizione non solo la palestra ma anche ampi spazi con una nuova pavimentazione. Oltre ai lavori di impermeabilizzazione, la scuola è stata interessata da quelli per la nuova pavimentazione in cotto del terrazzo dell’edificio scolastico che versava in condizioni precarie, è stata cosi impreziosita la parte esterna della scuola adiacente le aule che adesso offre un suggestivo colpo d’occhio “rosso” con appunto ai pavimenti in cotto.
Ad Alcara Li Fusi, il paese del Messinese che con Adrano condivide la fede per il comune santo patrono, Nicolò Politi, si grida al miracolo. Alcuni giovani delle scuole medie alcaresi avrebbero filmato un movimento delle palpebre della statua di S. Nicolò Politi. L'episodio è avvenuto mentre i ragazzi, con alcuni docenti, si trovavano in una chiesa nei pressi dell'eremo in cui visse il santo per una ricerca scolastica sul patrono. All'improvviso sarebbe stato notato il movimento e qualcuno ha filmato l'evento con la videocamera del telefonino. La notizia si è diffusa rapidamente sia ad Alcara, sia nei centri del comprensorio, dove l'argomento è diventato il principale oggetto di discussione tanto che ieri sera si è riunito il comitato per i festeggiamenti di San Nicolò per affrontare la vicenda. La comunità è divisa tra chi crede si sia trattato di un miracolo e chi, invece, rimane scettico. Tanta gente si è già recata, intanto, in chiesa per pregare.
Un furto sacrilego è stato commesso la notte scorsa nella parrocchia di San Paolo di Adrano. Un raid vandalico che ha portato ignoti a scorrazzare in un luogo sacro per rubare oggetti sacri, un computer, pochi euro e mettere a soqquadro i locali. Un oltraggio ad una delle parrocchie più umili di Adrano ma tra le più impegnate nella crescita sociale di uno dei quartiere definiti a rischio. I balordi sono entrati in parrocchia dopo avere forzato il cancello lungo la strada che costeggia la chiesa, hanno forzato poi un’altra porta per raggiungere l’ufficio parrocchiale che è stato messo a soqquadro, da qui hanno portato via un computer. Ma l’oltraggio più grave è stato perpetrato dentro la chiesa: qui i balordi hanno spaccato le due cassette per le offerte dei fedeli, le hanno portate vie con i pochi euro all’interno. Poi lo scempio davanti l’altare: dopo avere scovato la chiave, i ladri hanno aperto il tabernacolo rubando la pisside con le ostie consacrate e l' ostensorio. La base in marmo del tabernacolo è stata inoltre danneggiata, forse perché lo volevano portare via ma non ci sono riusciti perché fissata al pavimento. Sul posto gli agenti della polizia Scientifica per raccogliere elementi utili e dare la caccia a chi ha osato oltraggiare san Paolo.