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AUGURI DA TVA
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L'EDITORE DI TVA, LA REDAZIONE
DI TVA NOTIZE, LO STAFF TECNICO
AUGURANO A TUTTI
UN FELICE 2009
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NO TV IN CONSIGLIO. PD: "ROZZEZZA POLITICA"
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Sulla vicenda del divieto delle telecamere di Tva nel Consiglio comunale di Adrano del 10 dicembre 2008 deciso dal presidente del civico consesso, Giuseppe Brio, è intervenuto il coordinatore del circolo territoriale del partito Democratico di Adrano, Salvatore Calabrese, che ha inviato la seguente nota.
Senza limiti e senza pudori, il Presidente del Consiglio comunale di Adrano continua la sua attività non corrispondente al ruolo di garante istituzionale dei lavori del consiglio comunale. Siamo all’irruzione dell’irrazionale nella politica. Ed è proprio questo modo irrazionale, privo di stile e fazioso, di presiedere il civico consesso, il lato oscuro e inquietante della vicenda televisione in Consiglio del 10 dicembre 2008. Impedire alla Tv di riprendere i lavori del Consiglio comunale è un atto autoritario, antidemocratico e di rozzezza politica. Come inquietante è l’atteggiamento di chi condivide tale comportamento. Condanniamo ogni rito e gioco al massacro della maggioranza consiliare. Condanniamo il piccolo lucro-politico che disamora gli elettori e fa danno al bene della città. La maggioranza consiliare ha perso di vista le finalità della politica e degli obiettivi comuni.
L’informazione e il confronto tra le forze politiche è la sostanza della democrazia, elaborando programmi specifici e concreti all’interno di una visione complessiva del bene comune e delle regole. L’assenza di questa elaborazione culturale e la presenza in politica di soggetti inadeguati provocano conflitto, implosioni e rivalità. Il luogo del confronto è il consiglio comunale dove contano i voti, ma contano anche le proposte costruttive, i programmi, i valori e il rispetto delle istituzioni con l’unico obiettivo finale che è il bene comune della città e non l’interesse politico di parte.
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VIETATO RIPRENDERE IL CONSIGLIO COMUNALE
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Il 10 dicembre 2008 il presidente del Consiglio comunale di Adrano, Giuseppe Brio, ha vietato alle telecamere di Tva di riprendere la seduta del Consiglio comunale, togliendo cosi la possibilità a migliaia di cittadini di potere assistere da casa ad una seduta pubblica dei lavori consiliari. Un decisione mai adottata nella storia del civico consesso adranita che ha alimentato tante polemiche e sconcerto non solo ad Adrano . Ecco l’editoriale firmato da Salvo Sidoti trasmesso nel tg di Tva notizie
Alcuni anni fa, nel corso di una trasmissione televisiva, dicemmo che forse qualcuno dei 700 candidati al Consiglio comunale di Adrano del 2005 si candidò per lo stipendio, lo dicemmo a mo di battuta, considerato che crediamo ciò sia opinione comune. Per carità non tutti, anzi la maggior parte delle persone non si candida al Consiglio comunale per lo stipendio ma veramente per dare un contributo alla propria città con spirito di servizio. Per fortuna i “professionisti del Consiglio comunale” sono pochissimi e non ci riferiamo a nessun Consiglio in particolare. In quella trasmissione fu risposto, nella maniera che i cittadini ricorderanno, che un giornalista non può dire queste cose, che è inaudito che dica questo. Cosa dire allora di quello che è accaduto in Consiglio comunale ieri sera prima dell’avvio della seduta ?! Sono stati cacciati i nostri cameraman, un gesto a dir poco infelice per non dire altro. Questo è inaudito! E’ inaudito spegnere il televisore a migliaia di cittadini che avrebbero potuto seguire i lavori del Consiglio comunale di Adrano, cioè partecipare in qualche modo alla vita politica locale, anche se da casa. Potrebbe essere anche giusto che i consiglieri di maggioranza dicano “le telecamere in Consiglio ci debbono essere sempre e non a singhiozzo”. Potrebbe essere giusto che il presidente venga informato quando c’è la tv in Consiglio, ma impedire le riprese televisive di una seduta pubblica è stato gravissimo. In ogni caso la tv in Consiglio è sempre una opportunità per tutti: anche se la tv viene in Consiglio perché chiamata solo dalla minoranza e quindi pagata di tasca propria dai consiglieri che sostengono il sindaco Ferrante. Non si dimentichi che le telecamere riprendono tutti gli interventi, quindi anche quelli dei consiglieri di maggioranza (che hanno sostenuto la decisione di Brio di cacciare le telecamere) che arrivano nelle case dei cittadini grazie dunque a Tva ma anche ai soldi dei loro avversari politici. Non vogliamo entrare nel merito degli scontri politici, il clima è teso, la tv potrebbe essere uno strumento utile per favorire un dialogo, la città ha bisogno di crescere, di essere amministrata. I consiglieri decidano autonomamente con la propria coscienza e il proprio cuore cosa è utile e necessario per la loro città, cosa è utile e necessario per i loro elettori che li hanno voluti in Consiglio comunale.
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RISSA E SPARI IN STAZIONE DI SERVIZIO. 3 ARRESTI
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Tre persone arrestate e armi sequestrate. E’ il bilancio di una operazione dei carabinieri scaturita da un episodio accaduto ieri a biancavilla, Ci sono stai infatti momenti di tensione quando due giovani del luogo, si sono presentati a bordo di un’auto in una stazione di servizio richiedendo al gestore del distributore, un biancavillese di 36 anni di Biancavilla, di riempire di carburante una bottiglia di plastica. Secondo il gestore tale richiesta è stata formulata in modo arrogante. Da qui è nato un battibecco e dalle parole si è passati ai fatti, sono volati schiaffi e pugni. Dopo poco il benzinaio ha estratto una pistola Beretta calibro 6,35, da lui regolarmente denunciata ma priva dell’autorizzazione all’utilizzo esterno, ed ha sparato un colpo in aria per mettere in fuga i due ragazzi. I Carabinieri sul posto hanno rinvenuto il bossolo esploso dal benzinaio ed hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione del gestore, che ha portato al sequestro di altre cinque armi regolarmente denunciate ma solo per la detenzione e non per il porto in luogo pubblico. Per il gestore della stazione di servizio e per i due giovani sono scattate gli arresti con l’accusa di rissa aggravata dalle lesioni personali riportate, mentre il solo benzinaio dovrà rispondere anche dell’accusa di porto abusivo di arma comune da sparo e spari in luogo pubblico
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